Monopattini elettrici: arriva il contrassegno identificativo obbligatorio
Dal 27 giugno 2025, scatta ufficialmente l’obbligo per tutti i monopattini elettrici di essere dotati di un contrassegno identificativo, una vera e propria “targhetta adesiva” pensata per migliorare sicurezza, tracciabilità e rispetto del Codice della Strada.
Una svolta attesa da tempo, che segna un passo importante verso una mobilità urbana più regolamentata e responsabile. Ma cosa cambia davvero per i possessori di monopattini? Scopriamolo insieme.
Cosa prevede la nuova normativa
Con l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n. 210/2025, ogni monopattino elettrico dovrà essere dotato di un contrassegno identificativo univoco, rilasciato dalla Motorizzazione Civile e prodotto dalla Zecca dello Stato.
Non si tratta di una classica targa metallica, ma di un adesivo resistente, antistrappo e anti-manomissione, con funzioni identificative simili a quelle di una targa per auto o moto.
Caratteristiche tecniche del contrassegno per monopattini
Il contrassegno ha dimensioni standard di 5 x 6 cm, fondo bianco riflettente con caratteri neri ben visibili. Include:
- Codice alfanumerico composto da 3 lettere + 3 numeri (es. BRT729)
- Simbolo della Repubblica Italiana
- Elementi grafici anticontraffazione
- Scritta “M.E.F.” (Ministero dell’Economia e delle Finanze)
È personale, legato al proprietario del monopattino, non al veicolo: questo significa che anche se il mezzo viene prestato, è comunque possibile risalire al titolare registrato.
Dove si applica?
Il contrassegno va applicato in modo visibile e stabile:
- Preferibilmente sul parafango posteriore
- In alternativa, sul piantone dello sterzo
- Altezza da terra consigliata: tra 20 cm e 1,20 m
Deve restare leggibile, non coperto da accessori o adesivi, e non può essere rimosso senza danneggiarsi (per prevenire falsificazioni o trasferimenti irregolari).
Sanzioni previste
L’assenza del contrassegno comporta una multa da 100 a 400 euro. In caso di monopattini modificati o non conformi (es. potenza superiore a 1 kW), sono previste sanzioni più gravi come il sequestro o la confisca del mezzo.
A cosa serve davvero questo “targhino”?
L’introduzione del contrassegno risponde a una serie di esigenze crescenti nelle città italiane:
- Migliorare l’identificabilità dei mezzi in caso di incidenti, abbandono o comportamenti scorretti.
- Favorire i controlli della polizia locale, oggi spesso impotente contro i monopattini “anonimi”.
- Preparare il terreno per l’assicurazione obbligatoria, già in discussione per alcuni contesti urbani.
- Scoraggiare furti e uso improprio, visto che il codice è univoco e associato a una persona fisica.
Come ottenere il contrassegno?
Secondo le indicazioni del Ministero dei Trasporti, l’iter sarà simile a quello della registrazione di ciclomotori:
- Richiesta del contrassegno presso la Motorizzazione o online tramite portale dedicato.
- Compilazione dei dati personali e identificativi del monopattino.
- Consegna fisica del contrassegno entro pochi giorni.
Non è ancora chiaro se ci sarà un costo associato (si parla di circa 7–10 euro), ma l’obiettivo è mantenerlo accessibile per incentivare l’adesione.
Scadenze e tempistiche
- Il decreto è già in vigore dal 27 giugno 2025.
- Si prevede una fase transitoria fino a ottobre 2025, per dare tempo a tutti i proprietari di adeguarsi.
- Dopo tale data, scatteranno i controlli e le sanzioni.
In conclusione
Il “targhino” per monopattini rappresenta un passo avanti verso una mobilità sostenibile ma anche regolamentata. Non basta infatti introdurre mezzi ecologici: serve anche garantire sicurezza, responsabilità e rispetto delle regole da parte di tutti gli utenti della strada.
Se possiedi un monopattino elettrico, il consiglio è semplice: informati per tempo, adeguati alla normativa, e continua a muoverti in modo intelligente.
